Report sulla 17° Strapanoramica
scritto da boesszoa il venerdì, 10 luglio 2009 ,01:39
A questo link una ricca galleria fotografica.
Mottola accoglie gli atleti con un violento acquazzone come accade, a sentire i locali, da qualche pomeriggio. La Strapanoramica Mottolese, giunta alla 17^ edizione, è ormai una classica del podismo pugliese: gara tosta, tecnica e veloce, con gli atleti fraternamente accolti dai soci della società organizzatrice, la Correre è Salute, presieduta dalla dinamica Maria Ciquera. Al nostro arrivo (sono con famiglia al seguito), in largo anticipo, è già tutto predisposto: in due locali distinti avviene dapprima l’ordinata consegna delle buste contenenti i pettorali e, conseguentemente, dei pacchi gara (sacca in nylon contenente una maglia tecnica a mezze maniche e una fascia dello sponsor tecnico della manifestazione). Pian, piano smette di piovere, gli atleti possono così riscaldarsi al meglio, anche se risulta scivolosa la sede stradale con gli antichi lastroni bagnati. Il personale dilemma se correre o fotografare è risolto dal mal di schiena che mi affligge dalla mattinata: una gara con molte salite e discese potrebbe aggravare la mia infiammazione e, a malincuore, un po’ codardamente, mi escludo dalla partita riponendo in tasca il pettorale numero 22. Non dispiace certamente agli atleti vedermi attivo con la mia macchinetta; diverse le richieste di una foto ricordo, facilmente scaricabile. Mentre Antonio Torres pubblicizza la sua gara ad Adelfia del 19 luglio con tanto di cartello, approfitto per stimolare Alessandro Belotti, ottimo atleta e bravissimo ragazzo, quasi in imbarazzo quando è “costretto” a superare i “mostri sacri” in gara. Il mio consiglio è semplice: amicizia e rispetto prima e dopo, puro agonismo in gara. Alessandro mi dice di aver recepito, a breve vedremo se tradurrà la teoria in pratica. I rivali certo oggi non mancano, Francesco Caliandro, Rocco Nitti, Vito Graziosi, Mimmo Minoia sono avversari di grande valore e la gara sarà senz’altro spettacolare. Al solito, il punto di partenza è distante un paio di centinaia di metri: gli atleti cominciano ad affollarsi sotto lo striscione di partenza, con molti che continuano a riscaldarsi imperterriti. Il risultato è che la partenza avviene con un guadagno di almeno cento metri da parte dei primi con la beffa per chi si è schierato per tempo e diligentemente sotto lo striscione di partenza ormai quasi ultimo. I timidi tentativi dei giudici di fare indietreggiare gli atleti si spengono subito davanti all’impossibilità di far retrocedere l’intero plotone, anche perché i tempi sforerebbero di molto. Così il giudice spara il fatidico colpo di pistola e in un attimo, in una partenza molto caotica, gli atleti spariscono. Inutile, visti i risultati, sottolineare da capo l’indebita presenza nelle prime file di gente lenta; più utile è evidenziare come oggi tutti siano veloci e dinamici. Non dura molto l’attesa per vedere ripassare su questo punto i protagonisti: a parte le difficoltà di districarsi tra quasi 950 partecipanti, i primi chilometri sono quasi i più facili del percorso con la veloce discesa che proietta gli atleti verso il punto più passo del percorso. A questo passaggio è in testa F. Caliandro, seguito da Nitti, Belotti e Graziosi, inseguiti da un ragazzino di 14 anni che scopriremo più tardi essere il fratello di Antonella Palmisano, grande promessa della marcia italiana.
Tutti gli atleti passano man mano, in testa alla gara femminile vi è un’altra ragazzina, capace di precedere Mirela Nano, prima nella competizione ufficiale, davanti a Isabella Iania. Gli atleti sono ora alle prese con le difficoltà del percorso: variazioni di pendenza che si susseguono fino al 7° km. con quel lungo rettilineo in costante e quasi ripida salita che conduce, dopo un breve tratto in piano, alla scalinata che indurisce le gambe e introduce nei vicoletti della Mottola vecchia, prima dell’ultimo tratta che porta al traguardo. Gara velocissima con gli atleti tutti capaci di sprintare (con molte foto “mosse”), giunti in piena velocità sul punto di arrivo. Ad un certo punto, nonostante il lavoro dei giudici e il tentativo di creare più imbuti, gli atleti sono costretti a fermarsi una cinquantina di metri prima e ad accodarsi al serpentone di atleti fermi in attesa di essere “presi il numero” (come si dice in gergo) dai giudici. L’antica esperienza di gare, oltre a creare malumori per lo sprint negato, mi induce a pensare che qualche difficoltà nascerà nella compilazione delle classifiche, salvo poi pensare che al solito penso negativo… Continuano frattanto gli arrivi, che sono tornati a essere sparuti con ritorno di sprint e deflusso automatico; è il momento di andare a vedere come procede il ristoro finale. Una lunga coda permette di ritirare acqua, the, dolcetti e un gelatino: grande severità nella distribuzione da parte degli atleti anche nei confronti dei bambini, salvo regalare, successivamente, a tutti quanto avanzato. Vincitore della manifestazione è Alessandro Belotti (Team Palagiano): onestamente ho provato un po’ d’orgoglio vedendolo vincere, quasi come se il merito fosse anche un po’ delle mie parole, sintomo evidente di senilità precoce. Secondo è il mio compagno di squadra, Rocco Nitti (Manzari Casamassima), atleta di indubbia potenza, seguito da Francesco Caliandro (San Michele Salentino), ancora alle prese con qualche difficoltà fisica che ne limita in qualche misura il rendimento. Splendido quarto è Vito Graziosi (Nicolaus): notte brava, mattinata lavorativa, due ore di riposo pomeridiane, difficile fare di più. Quinto è Vincenzo Romano (Le Ombre dell’Albero), una firma di qualità, un grande atleta che sta superando le sue difficoltà fisiche. Il primo mottolese e sesto assoluto è Daniele Montemurro (Vigilanza), capace di precedere un gran duo formato da Vincenzo Daggiano (San Pancrazio) e Mimmo Minoia (casalini), fraterni amici ancor prima che ottimi podisti. Luca Scarcia (Alba 13 Taurisano) è il nono in classifica seguito da Francesco Carriero (Club Runners 87) che chiude la lista dei primi dieci. Tra i primi venti, forse quindicesimo, chiude il quattordicenne Palmisano, pettorale 142, primo dei liberi e, speriamo, con una grande carriera davanti a lui. Tra le donne prima chiude Mirela Nano della Disfida di Barletta, ragazza umile, simpatica e disponibile, sempre accompagnata dal marito che non smette di fotografarla. Alle sue spalle, Silvana Iania (Free Runners Molfetta) e Maria Mattesi (Faggiano) completano il podio femminile. A dir il vero, se non ho preso un abbaglio, ad arrivare prima è stata la suddetta ragazzina della quale mi sfugge il nome: fuori classifica, prima dei liberi femminili, anche nel suo caso non resta che augurarle tanti futuri successi! Non mi sembra durare tantissimo l’attesa delle classifiche, che consentono di dar il via alle premiazioni, non prima di aver salutato Antonella Palmisano, star locale, e il Sindaco di Mottola e di aver ricordato Francesco Ciquera, atleta e poliziotto tragicamente scomparso in servizio quasi un anno e mezzo fa.
Dopo la premiazione dei liberi, è il turno di Alessandro Belotti, vincitore della Strapanoramica, e conseguente passaggio alla categorie. Tutto sembra svolgersi per il meglio (con consegna di monili di vario genere e/o abbigliamento tecnico), ma quando è il turno delle categorie femminili si scatena l’inferno. In effetti, i giudici sembrano aver sbagliato quasi tutte le graduatorie femminili, la segreteria è presa d’assalto, lo speaker a stento riesce ad andar avanti, Damiano Manzoni è disperato perché dovrà avere l’onere e la difficoltà oggettiva di ricostruite le classifiche. A conferma di quanto sto scrivendo il particolare che le classifiche, dopo 48 ore, non siano ancora state pubblicate sul sito della Fidal Puglia. Le premiazioni comunque vanno avanti, si premiano le società e si conclude la manifestazione con i saluti finali. Decido, quindi, di abbandonare Mottola con le atlete della categorie f40 in piena discussione, come tante sono anche le discussioni relative a cosa non abbia funzionato oggi. Onestamente dispiace che il buon lavoro degli organizzatori vada in fumo per gli errori nella compilazione della graduatoria: evidentemente qualcosa andrà studiato nel rilevare l’esatto ordine nell’arrivo degli atleti in queste gare affollate di Corripuglia. Sarebbe il caso di far corsi annuali di aggiornamento per i Giudici, forse di dotarli di qualche mezzo elettronico, di predisporre un servizio di ripresacon videocamere da poter rivedere prontamente: Biscardi direbbe che “ci vuole la moviola in campo!”
di Roberto Annoscia - Redazione Podisti.Net
da Podisti.net
Mottola accoglie gli atleti con un violento acquazzone come accade, a sentire i locali, da qualche pomeriggio. La Strapanoramica Mottolese, giunta alla 17^ edizione, è ormai una classica del podismo pugliese: gara tosta, tecnica e veloce, con gli atleti fraternamente accolti dai soci della società organizzatrice, la Correre è Salute, presieduta dalla dinamica Maria Ciquera. Al nostro arrivo (sono con famiglia al seguito), in largo anticipo, è già tutto predisposto: in due locali distinti avviene dapprima l’ordinata consegna delle buste contenenti i pettorali e, conseguentemente, dei pacchi gara (sacca in nylon contenente una maglia tecnica a mezze maniche e una fascia dello sponsor tecnico della manifestazione). Pian, piano smette di piovere, gli atleti possono così riscaldarsi al meglio, anche se risulta scivolosa la sede stradale con gli antichi lastroni bagnati. Il personale dilemma se correre o fotografare è risolto dal mal di schiena che mi affligge dalla mattinata: una gara con molte salite e discese potrebbe aggravare la mia infiammazione e, a malincuore, un po’ codardamente, mi escludo dalla partita riponendo in tasca il pettorale numero 22. Non dispiace certamente agli atleti vedermi attivo con la mia macchinetta; diverse le richieste di una foto ricordo, facilmente scaricabile. Mentre Antonio Torres pubblicizza la sua gara ad Adelfia del 19 luglio con tanto di cartello, approfitto per stimolare Alessandro Belotti, ottimo atleta e bravissimo ragazzo, quasi in imbarazzo quando è “costretto” a superare i “mostri sacri” in gara. Il mio consiglio è semplice: amicizia e rispetto prima e dopo, puro agonismo in gara. Alessandro mi dice di aver recepito, a breve vedremo se tradurrà la teoria in pratica. I rivali certo oggi non mancano, Francesco Caliandro, Rocco Nitti, Vito Graziosi, Mimmo Minoia sono avversari di grande valore e la gara sarà senz’altro spettacolare. Al solito, il punto di partenza è distante un paio di centinaia di metri: gli atleti cominciano ad affollarsi sotto lo striscione di partenza, con molti che continuano a riscaldarsi imperterriti. Il risultato è che la partenza avviene con un guadagno di almeno cento metri da parte dei primi con la beffa per chi si è schierato per tempo e diligentemente sotto lo striscione di partenza ormai quasi ultimo. I timidi tentativi dei giudici di fare indietreggiare gli atleti si spengono subito davanti all’impossibilità di far retrocedere l’intero plotone, anche perché i tempi sforerebbero di molto. Così il giudice spara il fatidico colpo di pistola e in un attimo, in una partenza molto caotica, gli atleti spariscono. Inutile, visti i risultati, sottolineare da capo l’indebita presenza nelle prime file di gente lenta; più utile è evidenziare come oggi tutti siano veloci e dinamici. Non dura molto l’attesa per vedere ripassare su questo punto i protagonisti: a parte le difficoltà di districarsi tra quasi 950 partecipanti, i primi chilometri sono quasi i più facili del percorso con la veloce discesa che proietta gli atleti verso il punto più passo del percorso. A questo passaggio è in testa F. Caliandro, seguito da Nitti, Belotti e Graziosi, inseguiti da un ragazzino di 14 anni che scopriremo più tardi essere il fratello di Antonella Palmisano, grande promessa della marcia italiana.
Tutti gli atleti passano man mano, in testa alla gara femminile vi è un’altra ragazzina, capace di precedere Mirela Nano, prima nella competizione ufficiale, davanti a Isabella Iania. Gli atleti sono ora alle prese con le difficoltà del percorso: variazioni di pendenza che si susseguono fino al 7° km. con quel lungo rettilineo in costante e quasi ripida salita che conduce, dopo un breve tratto in piano, alla scalinata che indurisce le gambe e introduce nei vicoletti della Mottola vecchia, prima dell’ultimo tratta che porta al traguardo. Gara velocissima con gli atleti tutti capaci di sprintare (con molte foto “mosse”), giunti in piena velocità sul punto di arrivo. Ad un certo punto, nonostante il lavoro dei giudici e il tentativo di creare più imbuti, gli atleti sono costretti a fermarsi una cinquantina di metri prima e ad accodarsi al serpentone di atleti fermi in attesa di essere “presi il numero” (come si dice in gergo) dai giudici. L’antica esperienza di gare, oltre a creare malumori per lo sprint negato, mi induce a pensare che qualche difficoltà nascerà nella compilazione delle classifiche, salvo poi pensare che al solito penso negativo… Continuano frattanto gli arrivi, che sono tornati a essere sparuti con ritorno di sprint e deflusso automatico; è il momento di andare a vedere come procede il ristoro finale. Una lunga coda permette di ritirare acqua, the, dolcetti e un gelatino: grande severità nella distribuzione da parte degli atleti anche nei confronti dei bambini, salvo regalare, successivamente, a tutti quanto avanzato. Vincitore della manifestazione è Alessandro Belotti (Team Palagiano): onestamente ho provato un po’ d’orgoglio vedendolo vincere, quasi come se il merito fosse anche un po’ delle mie parole, sintomo evidente di senilità precoce. Secondo è il mio compagno di squadra, Rocco Nitti (Manzari Casamassima), atleta di indubbia potenza, seguito da Francesco Caliandro (San Michele Salentino), ancora alle prese con qualche difficoltà fisica che ne limita in qualche misura il rendimento. Splendido quarto è Vito Graziosi (Nicolaus): notte brava, mattinata lavorativa, due ore di riposo pomeridiane, difficile fare di più. Quinto è Vincenzo Romano (Le Ombre dell’Albero), una firma di qualità, un grande atleta che sta superando le sue difficoltà fisiche. Il primo mottolese e sesto assoluto è Daniele Montemurro (Vigilanza), capace di precedere un gran duo formato da Vincenzo Daggiano (San Pancrazio) e Mimmo Minoia (casalini), fraterni amici ancor prima che ottimi podisti. Luca Scarcia (Alba 13 Taurisano) è il nono in classifica seguito da Francesco Carriero (Club Runners 87) che chiude la lista dei primi dieci. Tra i primi venti, forse quindicesimo, chiude il quattordicenne Palmisano, pettorale 142, primo dei liberi e, speriamo, con una grande carriera davanti a lui. Tra le donne prima chiude Mirela Nano della Disfida di Barletta, ragazza umile, simpatica e disponibile, sempre accompagnata dal marito che non smette di fotografarla. Alle sue spalle, Silvana Iania (Free Runners Molfetta) e Maria Mattesi (Faggiano) completano il podio femminile. A dir il vero, se non ho preso un abbaglio, ad arrivare prima è stata la suddetta ragazzina della quale mi sfugge il nome: fuori classifica, prima dei liberi femminili, anche nel suo caso non resta che augurarle tanti futuri successi! Non mi sembra durare tantissimo l’attesa delle classifiche, che consentono di dar il via alle premiazioni, non prima di aver salutato Antonella Palmisano, star locale, e il Sindaco di Mottola e di aver ricordato Francesco Ciquera, atleta e poliziotto tragicamente scomparso in servizio quasi un anno e mezzo fa.
Dopo la premiazione dei liberi, è il turno di Alessandro Belotti, vincitore della Strapanoramica, e conseguente passaggio alla categorie. Tutto sembra svolgersi per il meglio (con consegna di monili di vario genere e/o abbigliamento tecnico), ma quando è il turno delle categorie femminili si scatena l’inferno. In effetti, i giudici sembrano aver sbagliato quasi tutte le graduatorie femminili, la segreteria è presa d’assalto, lo speaker a stento riesce ad andar avanti, Damiano Manzoni è disperato perché dovrà avere l’onere e la difficoltà oggettiva di ricostruite le classifiche. A conferma di quanto sto scrivendo il particolare che le classifiche, dopo 48 ore, non siano ancora state pubblicate sul sito della Fidal Puglia. Le premiazioni comunque vanno avanti, si premiano le società e si conclude la manifestazione con i saluti finali. Decido, quindi, di abbandonare Mottola con le atlete della categorie f40 in piena discussione, come tante sono anche le discussioni relative a cosa non abbia funzionato oggi. Onestamente dispiace che il buon lavoro degli organizzatori vada in fumo per gli errori nella compilazione della graduatoria: evidentemente qualcosa andrà studiato nel rilevare l’esatto ordine nell’arrivo degli atleti in queste gare affollate di Corripuglia. Sarebbe il caso di far corsi annuali di aggiornamento per i Giudici, forse di dotarli di qualche mezzo elettronico, di predisporre un servizio di ripresacon videocamere da poter rivedere prontamente: Biscardi direbbe che “ci vuole la moviola in campo!”di Roberto Annoscia - Redazione Podisti.Net
da Podisti.net





ROMA, 3 luglio - «Sono d'accordo con chi prega e non lo considero un gesto esagerato. Se pregare Dio è un gesto esagerato, mi chiedo allora quali siano i gesti condivisibili. La Fifa dovrebbe condannare gesti più esagerati o cattivi». L'arringa di Nicola Legrottaglie, centrale difensivo della Juventus e della Nazionale, è appassionata. Al giocatore, che da qualche anno si professa appartenente alla compagnia evangelica degli atleti di Cristo, non è andata giù l'ammonizione che la Fifa ha inviato alla federcalcio brasiliana per la preghiera collettiva fatta in campo da giocatori, commissione tecnica, staff medico ed addetto stampa dopo la vittoria nella finale della Confederations Cup, in Sudafrica.
MOTTOLA - “Noi facciamo la differenza” e “Turismo intorno alla storia”. Sono i due progetti di servizio civile nazionale per l’impiego di volontari approvati per il Comune di Mottola. I bandi sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 26 giugno e sono disponibili sui siti: www.serviziocivile.it; www.comune.mottola.ta.it; www.comune.massafra.ta.it. Mottola è il Comune capofila, con Massafra ente partecipante. I progetti serviranno all’impiego complessivo di 8 volontari maggiorenni, che non abbiano superato i 28 anni, quattro per ogni progetto, per dodici mesi, con 36 ore di servizio settimanale. Soddisfatto il sindaco Giovanni Quero: “E’ l’opportunità di trovare un impiego lavorativo, sia pure temporaneo, che consentirà ad alcuni dei nostri giovani di mettere da parte 433,80 euro al mese e, soprattutto, di arricchire il proprio bagaglio di esperienza”. Il progetto “Turismo intorno alla storia percorsi e proposte” prevede la ricognizione delle componenti architettoniche e storico-culturali del territorio e vedrà impegnati i ragazzi nella tenuta di uno sportello turistico che garantisca l’accoglienza durante tutto l’arco della giornata, anche di domenica e nei festivi. E’ prevista la predisposizione di pacchetti turistici, che diversifichino l’offerta locale, un servizio di visite guidate ai monumenti e siti di pregio, secondo un itinerario tipo, la promozione del patrimonio storico - artistico visitabile mediante dépliants, comunicati stampa, pubblicità su internet. I volontari selezionati gestiranno spazi espositivi in occasione di fiere, sagre e realizzeranno una guida. Il progetto “Noi facciamo la differenza” riguarda l’ambiente. Prevede quattro fasi: la ricognizione del territorio; la traduzione dei dati in un sistema informativo; il monitoraggio del territorio e, infine, l’azione di sensibilizzazione. Le domande di partecipazione alle selezioni dovranno pervenire all’Ufficio Servizio Civile del Comune di Mottola entro le ore 14 del 27 luglio. Non è possibile presentare domanda per più di un progetto, pena l’esclusione.
TARANTO - Taglio del nastro della kermesse, rimasta unica e inimitabile, di un intero centro storico che diventa palcoscenico attraverso le “Serenate” che sabato 4 luglio daranno il via al Festival Internazionale Città di Mottola. Tre date in Europa e “Tango & Friends”, all’indomani del suo exploit al Festival Latinoamericano al Forum di Assago a Milano, ecco che sarà a Mottola, per il primo dei grandi eventi del Festival Internazionale della Chitarra. Sono solo alcuni dei “gioielli”del Festival giunto alla XVII edizione, che a differenza di altri eventi estivi pugliesi, continua a prediligere la formazione giovanile. La sua missione non è solo quella di portare in terra ionica artisti di livello eccezionale, ma di far crescere le nostre professionalità. Come? Attraverso i concorsi nazionale e internazionale di chitarra, ed i masterclass. Nei primi 15 anni di gloriosa attività i traguardi del Festival, che internazionale lo è davvero per la presenza di artisti da tutti i continenti e per le decine di articoli in tutte le riviste di settore del mondo, il Festival di Mottola in numeri ha dato davvero tanto alla Puglia: oltre 150 concerti, 400 artisti, 8 conferenze e altrettante mostre di liuteria, 28 edizioni dei concorsi di chitarra internazionale e nazionale, decine di masterclasses e i cd professionali che hanno lanciato giovani chitarristi nel circuito musicale di qualità. L’edizione 2009 è stata presentata in una conferenza stampa tenuta a Taranto, dal direttore artistico del Festival Michele Libraro, dal sindaco di Mottola, Giovanni Quero e dall’assessore alla Cultura, Giuseppe Carucci. Per lo spettacolo conclusivo del 12 luglio ecco l’eccezionale partecipazione di Amanda Sandrelli, calda voce recitante, con chitarra e bandoneon. Intanto per la serata inaugurale del 4 luglio torna anche Gianluca Gentilesca, 10 anni, il più giovane chitarrista italiano protagonista nella sua Mottola.